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Per il Concorso Nuovo Cinema Italia è stata presentata un’opera deliziosa, piacevole e romantica: “Profumo di Lumia” lascia una bella sensazione a fine visione, intrecciando emozioni e stati d’animo che paiono avere il loro massimo splendore e la loro genuina ingenuità nell’età adolescenziale ma andrebbero riscoperte lungo l’arco di un’intera vita. Quella raccontata è una storia d’amore, o meglio la storia dell’innamoramento del piccolo protagonista Giò: la sua particolarità è che non è di una ragazza precisa che s’innamora ma dell’idea che ha della donna nella sua mente, e così tutte le fanciulle che abitano o che passano per il paesino siciliano in cui vive, Scillichenti, lo turbano con la loro essenza di lumia (limoni) di cui è piena quella terra e gli scuotono il cuore tanto da non consentirgli di fare più nulla se non pensare alla donna da amare. Per dare una svolta al suo stato Giò comincia un viaggio iniziatico alla ricerca di una pietra che dai racconti tramandati dal nonno ha il potere di far dire di sì a tutte le donne amate.

Oltre ad essere un film emozionante e poetico, “Profumo di Lumia” è un lavoro scrupoloso e ottimo a livello tecnico per particolari quali le riprese sott’acqua, la fotografia magnifica dello scenario siciliano con la scelta di evidenziare i colori della natura, dei frutti, dei fiori, del mare come ideale cornice dell’atmosfera sentimentale; ma è anche una pellicola divertente con i magnifici bambini siciliani, attori non professionisti, che con il loro dialetto e la loro naturalezza regalano momenti davvero esilaranti e meritano di essere citati, Gioele Di Guardia – Marco Pagliato – Giovanni Rocca. Il regista è americano, Joel Stangle, e da quando ha messo piede in Sicilia è stato completamente rapito da quei luoghi e dalla gente che ci abita al punto da voler girare questo film omaggiando quella terra e ricevendone in cambio un risultato di spontanea bellezza.    di Pasquale De Renzis